Cose Semplici

  • Random
  • Archive
  • RSS
  • Scrivimi

Melissa P in erasmus

Ho letto sia il post di presentazione che questo secondo, diligentemente.

Cerco di essere neutrale, oggettivo, distaccato. Che è proprio così che bisognerebbe fare criticare qualcosa che si legge. Non so se mi sia venuto bene.

Passi il primo post. In realtà fa quasi tenerezza. Ogni riga è tutta tesa nello sforzo di essere cruda, forte, implacabile, che si vede che sta facendo una fatica pazzesca, eppure alla fine quello che ottiene è di rovesciarsi nel suo opposto: l’epica della decadenza e della dissoluzione diventa la retorica ad alta digeribilità. Conformismo di ritorno, quando vuoi così tanto essere contro che finisci per dimenticarti verso chi e perché; e allora se non hai più un concetto da esprimere ma solo forma da rappresentare, imiti, e quindi sei conformista. E così abbiamo storicizzato anche l’hipsterismo. tié.

Il secondo post è peggio, molto peggio. Leggete ultime tre righe, lì c’è tutto.  Innanzitutto è scritto male. Aggettivazione martellante e andamento paratattico non rende scrittori più di quando non lo faccia avere una blog. Ma l’elemento più ingombrante di tutti è l’ego di chi scrive che trasuda ovunque. Il fine del post è la celebrazione del io, e poco importa se bisogna mettere in piedi uno show della sua macellazione per farla. E’ solo una rappresentazione, non può far male, poi c’è il pubblico che applaude. Le immagini vogliono essere forti, vogliono urtare, provocare - odiatemi, dice, ed ecco ancora una volta l’ego che emerge - ma un pugno non fa male se non c’è un corpo che lo carica. Non ho sentito alcuna fitta allo stomaco, il colpo non è neanche partito. L’unico obiettivo è la notorietà, tutto il resto è cornice. Odio chi prende la scrittura come un mezzo e non come il fine.

E comunque Vice è Vice. Se ti riesce a piacere lo odi, e se riesci ad odiarlo ti piace. Perché se un pezzo è scritto proprio come deve essere scritto per stare su Vice, allora proprio non puoi non vedere che è volgare (ma non nel senso di “tette culo pupù”), banale e patetico. Perché è così che dev’essere. E allora non c’è nessun vuoto, ma un significato, che è il vuoto, che anche se di tipo strano è pur sempre un significato di un certo peso, e allora anche quella è tutta una rappresentazione e allora arrangiatevi.

    • #vice
    • #tea
    • #melissa p
    • #letteratura
    • #recensione
  • 8 months ago
  • 3
  • Permalink
  • Share
    Tweet

3 Notes/ Hide

  1. prettypuke likes this
  2. metacouture likes this
  3. cosesemplici posted this
← Previous • Next →

Logo

I like to do things and make a lot of mistakes. [@Orangenetwork, @Mktrvltn, @Lycorize, @ProgettoRENA]
  • Hamburger @Milano

io, dalle altre parti

  • @cosesemplici on Twitter
  • Facebook Profile
  • cose.semplici on Soundcloud
  • /user/1301161 on Foursquare
  • My Skype Info
  • Linkedin Profile

Twitter

loading tweets…

I Dig These Posts

See more →
  • Video via nonsischerzapiu

    LOL Rap: così YouTube ha cambiato la musica

    Il nuovo webdoc di Wired. Cosa succede quando chiunque può fare e distribuire musica? Tra una risata...

    Video via nonsischerzapiu
  • Photo via zeroing

    Actually it’s the opposite

    Photo via zeroing
  • Post via whitehouse
    The White House, Tumbling Things

    We see some great things here at the White House every day, and sharing that stuff with you is one of the best parts...

    Post via whitehouse
  • Photoset via mashkinsmiles

    Ingeniously Thought Print Campaign Using Airport IATA Codes

    WSH U WLD TRVL THE WRLD WTH ME

    Photoset via mashkinsmiles
  • Photo via 9gag

    How do I open a new tab?

    Photo via 9gag
  • RSS
  • Random
  • Archive
  • Scrivimi
  • Mobile

Effector Theme by Carlo Franco.

Powered by Tumblr